Spresiano (Treviso)
Spresiano (Spresian in veneto) è un comune di 9.269 abitanti della provincia di Treviso.

Il territorio comunale si trova al centro della pianura trevigiana ed è intersecato nella zona nord-orientale dal Piave che, uscito dalla stretta di Nervesa della Battaglia, allarga il suo alveo nel conoide di deiezione. Confinano col fiume il capoluogo e la frazione di Lovadina; più a sud, la frazione di Visnadello (attraversata dall'antico canale della Piavesella) tocca il Comune di Villorba, unendosi - tramite la statale 13 Pontebbana - alla periferia industriale del capoluogo della Marca.
Stato:
Italia
Regione:
Veneto
Provincia:
Treviso
Coordinate: Latitudine: 45° 47' 0'' N
Longitudine: 12° 15' 0'' E [1]
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 25 km²
Abitanti: 10.155 31-12-04
Densità: 371 ab./km²
Frazioni: Spresiano, Lovadina e Visnadello
Comuni contigui: Arcade, Carbonera, Cimadolmo, Mareno di Piave, Maserada sul Piave, Nervesa della Battaglia, Santa Lucia di Piave, Susegana, Villorba
CAP: 31027
Pref. tel: 0422
Codice catasto: I927
Nome abitanti: spresianesi
Santo patrono: Madonna del Rosario
Toponimi
Spresiano è l'"ager supercilianus" sulla riva destra del Piave o, più verosimilmente, il "vicus precilianus" (campo, podere di Precilio), nome che ricorda le origini romane non solo negli affiorati reperti archeologici (il termen, cippo di confine presso il sedime della Claudia Augusta Altinate, reperti fittili presso il Piave, manufatti e corredo funerario emerso nell'area comunale), ma anche nel suo nucleo primitivo, il borgo Calessani (da "calles", strade), dislocato più a nord-est dell'attuale abitato, in prossimità della ricordata arteria imperiale condotta fra il 15 a.C. e il 47 d.C. da Altino al Danubio.
Diversa ancora, l'origine di Visnadello, anticamente denominato "Campo Rusio" dai barbari Rugi o forse legato alla storia dei nobili trevigiani Vicinatelli, ma più chiaramente indicante nella sua etimologia la pratica medievale della "vicinia" ("vicinatus", "visnà"), cioè l'adunanza dei capifamiglia del villaggio.
Cenni storici
Villaggio rivierasco, guardò alla ricorrente irruenza delle acque come a una calamità incombente sui magri raccolti di una terra alluvionale, sinché le poderose arginature (intraprese sin dall'epoca comunale e proseguite dalla Repubblica Veneta) insieme a più razionali sistemi d'irrigazione (la Piavesella, il canale della Vittoria), non vi migliorarono l'economia e le condizioni di vita. Esigui sfruttamenti a carattere paschivo-prativo, la fluitazione del legname condotto in zattere dai boschi del Cadore e del vicino Montello sino al mare, il sasso da calce offerto dal greto plavense con le connesse attività dei trasporti e delle fornaci, l'artigianato del vimine e del bottame furono le modeste varianti che scandirono gli aspetti secolari di una economia di sussistenza, legata alle povere risorse di una zona oggi peraltro sopravvissuta come habitat ecologico e naturalistico (il Parco Grave).
Medio Evo
Luogo strategico e passaggio obbligato per il guado sul fiume e il raccordo conseguente fra il Trevigiano, il Coneglianese, il Friuli e l'Oltralpe, vide nei secoli una sequela di scorrerie e di invasioni; al passo di Lovadina, nella primavera del 569, secondo il racconto di Paolo Diacono, sarebbe anzi avvenuto l'incontro di Alboino, con dottiero dei Longobardi, sceso dalle Alpi Giulie, con Felice vescovo di Treviso, che seppe muoverlo a pietà risparmiando il saccheggio alle proprietà della chiesa diocesana. Da sempre fu terra di transiti e di confine; lo testimonia l'erezione della chiesa (una basilica) di Santa Maria del Piave (o "del Talpon"), per concorde volontà di trevigiani e cenedesi, che vi aggiunsero un ospizio per i pellegrini diretti ai luoghi santi lungo la via Hungarica, od Ongaresca (così denominata dalle reiterate incursioni degli Ungari, e localmente "Cal Trevisana").
In realtà, fu Lovadina (Lupatina, Lwadine) il primitivo e più importante agglomerato della zona, già tappa militare sugli itinerari delle legioni imperiali, poi corte di Berengario e Adelberto re d'Italia, da questi donata nel 958 a Rambaldo di Collalto.
La prima cappella intitolata ai Santi Filippo e Giacomo si trova sin dal 1021 assegnata da Enrico I di Germania all'abbazia veronese di San Zeno, con altre sei chiese trevigiane, per passare poi, in pieno Trecento, ai Cavalieri Gerosolimitani di Venezia (1588) e, infine, sotto la giurisdizione della Commenda Cornaro di San Gaetano di Treviso e della patrizia famiglia veneta dei Mocenigo. Il modesto centro, sempre ecclesiasticamente compreso nella pieve di Povegliano, ma - come Spresiano e Lovadina - causa di vertenze fra i patroni e l'ordinario diocesano, venne attraversato nel Quattrocento dal canale della Piavesella, lungo il quale si esercitarono attività legate a molini, magli e cartiere, lontano preludio dei più cospicui insediamenti industriali (lanifici) che attualmente lo caratterizzano. Sotto le differenti vicende ecclesiastiche, la realtà storica dei tre centri si accomuna per carestie, miseria ed epidemie intercalate da passaggi di genti in arme. Devastati dai padovani, questi villaggi subirono le lotte degli Ezzelini e dei Carraresi contro i trevigiani, e le spaventose incursioni degli Ungari. Il dominio di San Marco vi insediò poi la nuova aristocrazia terriera lagunare.
XIX secolo
Agli inizi dell'Ottocento una nuova strada militare, voluta da Napoleone per puntare decisamente al cuore dell'Austria, la Pontebbana, rivoluzionerà la millenaria viabilità consolidata all'interno del territorio; la ferrovia e l'industrializzazione daranno al capoluogo, sull'ultimo scorcio del secolo, la fisionomia attiva e moderna che ne costituisce la storia più recente.
Dalle invasioni francesi (non va dimenticata la battaglia del 1809, combattuta e vinta sul Piave dal viceré Eugenio di Beauharnais contro gli Austriaci) alla dominazione asburgica, attraverso il considerevole contributo del Comune alle lotte del Risorgimento (diversi concittadini parteciparono infatti alla strenua difesa di Venezia e alle campagne per l'indipendenza), traffici e commerci locali vennero esercitandosi lungo la nuova 'Strada maestra d'italia', dotata di servizio postale, che col ponte della Priula tolse importanza al più antico passo sul Piave, interessando particolarmente villaggi come Visnadello e Spresiano, che vi si trovarono allineati.
Sviluppo socio-economico e considerevole incremento demografico accompagnarono, sul finire dell'Ottocento, il prestigioso primato di Spresiano nell'industria del legno e nelle connesse attività sociali intorno allo Stabilimento Lazzaris. Un'industria allora d'avanguardia in Italia, che giunse a occupare localmente quasi un migliaio di maestranze alla vigilia del primo conflitto mondiale.
Dalla coscienza operaia, concreti impegni: cooperative di consumo, società di mutuo soccorso fra dipendenti, edificazioni di quartieri popolari a riscatto e, perla di questa intraprendenza, il Patronato Operai Lazzaris, affidato ai padri Giuseppini del Murialdo, finalizzato alla formazione morale e civile e aIl'avviamento al lavoro della gioventù spresianese.
XX secolo
Fervide iniziative, travolte di lì a poco, dagli avvenimenti bellici. La battaglia del Piave infatti costrinse la popolazione del Comune a un triste esodo e alla tenace opera di ricostruzione. Dopo le sofferenze, le divisioni e i lutti dell'ultimo conflitto, l'iniziativa privata e pubblica ha ricalcato nel più sfaccettato assetto socio-economico la vocazione industriale del territorio, seguendo la tradizione nel settore del legno e superandola col dinamismo composito degli insediamenti occupazionali.
Monumenti, opere d'Arte e luoghi di interesse artistico
Le emergenze storico-artistiche principali si compendiano anche qui nelle vicende interessanti gli edifici sacri e la vita parrocchiale. Le operazioni belliche della resistenza sul Piave (1917-18) sconvolsero la bella arcipretale del capoluogo, appena consacrata nel 1911 dopo radicali lavori, distruggendo il campanile adibito a osservatorio. Il nuovo complesso sorto sulle macerie (1925), con l'indennizzo dello Stato e il disegno dell'architetto Lorenzo Rinaldo, è sempre in stile rinascimentale e conserva le opere artistiche superstiti, come due quadretti attribuiti al Pordenone (XVI secolo), già incorporati nel distrutto coevo altar maggiore, ricco di sculture lignee; le pale ottocentesche della Vergine del Rosario (L. Gavagnin), di Sant'Antonio (G.A. De Lorenzi), e del Crocifisso (L. Querena). Tra le ulteriori dotazioni vanno ricordati un dipinto del Titolare (Lepsky, 1929), le acqueforti della Via Crucis del Graziosi (1920) e gli affreschi del tiepolesco Jacopo Guarana (1760), acquistati nel 1942 dalla demolita chiesa di Piombino Dese (Padova) per una degna sostituzione del soffitto crollato del Canaletto, nonché due tele dì Alessandro Pomi (1948) all'altare del Sacro Cuore, e le moderne vetrate del trevigiano Lino Dinetto. Analoga, dolorosa cronaca di devastazioni e ricostruzioni va segnalata per Lovadina. Le granate che nel maggio 1918 sconvolsero questo borgo a ridosso del Piave, ne atterrarono il campanile e lesionarono la chiesa con l'irreparabile perdita del soffitto di Noè Bordignon (1892). Sebbene lesionata e profanata nelle medesime contingenze, sfuggì a peggior rovina la vecchia chiesa di Visnadello, subendo però nel 1921 lavori di ampliamento e di totale trasformazione. La facciata, prima volta a oriente, si allineò sulla Pontebbana e le linee classiche cedettero al gusto romanico, secondo il progetto dell'architetto Rupolo, con decorazioni interne, mosaici e vetrate dei trevigiani Botter, De Tuoni e Dinetto. Perduta nella guerra la pala dei Titolari attribuita a Palma il Giovane, vi si conserva il simulacro marmoreo barocco di Sant'Antonio da Padova, proveniente dall'oratorio Gritti, e rimane - restaurato - il grazioso campanile settecentesco di Francesco Zambon. Pochi cenni sulle architetture lasciate, a partire dal Cinquecento, dalla penetrazione veneziana in terraferma. Nel capoluogo sorge Villa Giustinian-Recanati, eretta sul finire del secolo XVI, e appartenuta anche ai Dolfin, dalle semplici linee secentesche bene inserite nel vasto parco circostante (parte del quale oggi è stata riattivato con destinazione pubblica), dove natura e arte si fondono attorno alla cappella, alla grotta e al laghetto artificiale. Simbolo delle facoltà fondiarie dei Conti, consolidate in una commenda amministrata, dopo l'estinzione della dinastia, dall'Ordine Militare di Malta, il complesso appare ancora suggestivo, nonostante le stigmate del tempo e dell'abbandono, costituendo uno degli angoli più caratteristici della vecchia Spresiano. Gioiello architettonico è poi l'annesso oratorio, rifatto nel primo Ottocento da Antonio Diedo, con pala di Pietro Della Vecchia (1644), rappresentante la Vergine del Carmine la cui solennità richiama, ogni 16 luglio, l'antica "sagretta" nel vicino colmello Cesolle. Al secolo XVII risale Villa Gritti (poi Sartori-Corsi) a Visnadello, a tre piani e coronamento a timpano, completata un tempo da due barchesse e dalla cappella gentilizia. Al centro del paese, venne affiancata nel 1767 da alcuni porticati a esedra destinati al mercato settimanale del giovedì, istituito presso la Piavesella, con assenso dogale, da Giovanni e Alessandro Gritti; mercato fra i più rinomati della provincia, tuttora frequentato. I caratteristici fabbricati (oggi rifatti) attorno ai quali si animava la vita del piccolo centro trovarono suggestiva descrizione in un poemetto arcadico di Neralbo Melanteo, ospite letterario della villeggiatura dei Gritti. I valori urbanistico-architettonici del passato si colgono specialmente a Lovadina, il centro più antico e relativamente meglio conservato del Comune. E non solo negli esempi "dotti", fra cui il cinquecentesco palazzo Bove (ora Maura), la villa già asilo parrocchiale, le enigmatiche e solitarie barchesse superstiti di Ca' Ballarin, nei complessi padronali (case Bisello, Girardi, Palazzo Rosso), nei capitelli e negli oratori (notevole il sacello di San Bartolomeo, in Borgo Sasso), ma in tutta una più significativa gamma di architettura campestre fatta di poche cose: il sasso, i muretti rustici, gli intonaci grezzi; tratti spontanei spesso sommati in esiti pregevoli.
Cittadini Illustri
Fra i concittadini significativi, a vario titolo, ricordiamo quelli di maggior fama: il pianista Luigi Sartori (1817-1844), detto 'il Liszt italiano', Antonio Radovich (1837-1923), intrepido garibaldino dei Mille, Emilio Lovarini (1866-1955), insigne filologo e scopritore del Ruzzante, monsignor Costante Chimenton (1883-1961), infaticabile memorialista e protagonista della ricostruzione delle chiese del Lungopiave.
Mercatino di Spresiano (TV)- Piazza Luciano Rigo- 4° domenica- info 0422-881661
Banchi 100 circa
English Version
Spresiano (Treviso)
Spresiano (Spresian in Veneto) is a town of 9,269 inhabitants in the province of Treviso.
The municipality is located in the middle of the plain and is intersected Treviso in the north-east by Piave, released by the close of Nervesa della Battaglia, extending his riverbed in conoid of deiezione. Confinano River with the capital and the suburb of Lovadina; to the south, the village of Visnadello (crossed from the English Channel Piavesella) touches the municipality of Villorba, joined - by the state 13 Pontebbana - on the outskirts of the industrial capital of Brand.
Country: Italy
Region: Veneto
Province: Treviso
Coordinates: Latitude: 45 ° 47 'N 0''
Longitude: 12 ° 15 '0''E [1]
Altitude: m s.l.m.
Area: 25 km ²
Population: 10,155 31-12-04
Density: 371 inhabitants / km ²
Fractions: Spresiano, Lovadina and Visnadello
Municipalities contiguous: Arcade, Carbonera, Cimadolmo, Mareno di Piave, Maserada on Piave, Nervesa della Battaglia, Saint Lucia di Piave, Susegana, Villorba
ZIP code: 31027
Pref. Tel: 0422
Code cadastre: I927
Name residents: spresianesi
Patron saint: Madonna of the Rosary
Toponimi
Spresiano is' "ager supercilianus" on the right bank of the Piave or, more likely, "vicus precilianus" (field of farm Precilio), a name which recalls the origins not only in the Roman archaeological affiorati (termen, stone border at the site of Claudia Augusta Altinate, fictile findings at the Piave, and accompanying funeral artefacts found in municipal), but also in its primitive core, the village Calessani (from "streets, roads), located further north-east of the village, near the imperial conduct remembered artery between 15 BC And 47 d.C. Altino by the Danube.
Different again, the origin of Visnadello, once called "Camp Rusio" Rugi by barbarians or perhaps linked to the history of noble Vicinatelli treviso, but more clearly indicating in its etymology medieval practice of "vicinia" ( "vicinatus", "visnà" ), that is the gathering of heads of the village.
History
Village river, the applicant looked impetuosity water as a disaster looming on thin collected a alluvial soil, until the powerful solid embankments (undertaken since municipal and continue from the Venetian Republic) along with more efficient irrigation systems (Piavesella , the channel Victory Day), there improved the economy and living conditions. Esigui exploitation of a paschivo-prativo, fluitazione timber rafts conducted in the forests of Cadore in Montello near to sea, lime stone offered by greto plavense connected with the activities of transport and furnaces, crafts, wicker bottame were in the modest variations that scandirono secular aspects of a subsistence economy, linked to poor resources of an area today also survived as ecological and natural habitats (Park Grave).
Middle Ages
Place strategic step and forced to ford the river and the resulting connection between Treviso, Coneglianese, Friuli and the Alps, in the centuries saw a succession of raids and invasions; step Lovadina, in the spring of 569, the second the story of Paul Deacon, it indeed happened Alboin's meeting with dottiero the Lombards, dropped from the Julian Alps, with Felice bishop of Treviso, who knew how to move piety saving the looting properties of diocesan church. From always was a land of transit and border; witness the erection of the church (a church) of Santa Maria del Piave (or "Talpon"), will agree to Treviso and cenedesi, who added a hospice for pilgrims direct to the holy places along the way Hungarica, or Ongaresca (so named by the repeated incursions of Hungarians, and locally "Cal Trevisana").
Actually, it was Lovadina (Lupatina, Lwadine) the primary and most important conurbation in the area, already stage military route of imperial legions, then short Berengario Adelberto and King of Italy by those given in a 958 Collalto of Rambaldo.
The first chapel dedicated to the Saints Philip and James is awarded since 1021 by Henry I of the Abbacy Germany Veronese San Zeno with six other churches Treviso, and then, in the fourteenth century, the Knights Gerosolimitani of Venice (1588) and, finally, under the jurisdiction of Commenda Cornaro San Gaetano Treviso and the Veneto patrician family Mocenigo. The modest centre, ecclesiastically always included in the parish of Povegliano, but - as Spresiano and Lovadina - because of disputes between the patrons and the diocesan ordinary, in the fifteenth century was crossed by Channel Piavesella, along which you exercised activities related to mills, hammers and paper away prelude of the most significant industrial (wool mills) that currently characterize. Under the different ecclesiastical affairs, the historical reality of the three centres together to famine, poverty and epidemics interspersed with passages of people in arms. Devastati from Padua, these villages were the struggles of Ezzelini and Carraresi against Treviso, and the frightening incursions of Hungarians. The domain of San Marco will then settled the new aristocracy land lagoon.
XIX century
At the beginning of a new military road, built by Napoleon to point firmly at the heart of the Pontebbana, revolutionize the millennial viability consolidated within the territory; rail and industrialisation give to the state capital, on view of the century, the modern active and physiognomy which is the most recent history.
From invasions French (not to forget the battle of 1809, fought and won on the Piave by Viceroy Eugenio de Beauharnais against the Austrians) to the Hapsburg domination through the considerable contribution of the Municipality struggles of the Risorgimento (other citizens participated in fact the strong defence of Venice and campaigns for independence), local traffic and businesses were esercitandosi along the new 'Road teacher of italy' with a postal service that the bridge took Priula importance to the oldest step on the Piave, affecting particularly villages as Visnadello Spresiano and who found themselves aligned.
Socio-economic and considerable population growth accompanied, at the end of the, the prestigious Spresiano primacy of the timber industry and related social activities around the plant Lazzaris. An edge then in Italy, which came to occupy locally almost a thousand workers on the eve of the First World War.
From conscience worker, concrete commitments: Consumer cooperatives, mutual aid societies among employees, buildings of the slums to ransom and pearl of this initiative, the Patronato Workers Lazzaris entrusted to the fathers of Murialdo Giuseppini, aimed at training and civic and moral aIl'avviamento work spresianese youth.
Twentieth century
Fervide initiatives, overwhelmed shortly afterwards kinds of war. The battle of the Piave in fact forced the population of the municipality to a sad exodus and the tenacious work of reconstruction. After suffering, grief and the divisions of conflict, private initiative and public ricalcato trim in the multi-faceted socio-economic vocation industrial land, following the tradition in the field of wood and composite superandola with dynamism settlements employment.
Monuments, works of art and places of artistic interest
The emergencies historical and artistic main compendiano also interesting events here in the sacred buildings and parish life. The war of resistance on the Piave (1917-18) upset the beautiful arcipretale the capital, just consecrated in 1911 after radical work, destroying the observatory used as a bell. The new complex built on the ruins (1925), with the compensation of state and the design of Lorenzo Rinaldo, it is always in style and keeps the Renaissance artworks survivors, as two pictures attributed to Pordenone (XVI century), already incorporated coevo destroyed in the altar, filled with wooden sculptures; shovels nineteenth of the Virgin of the Rosary (L. Gavagnin), letters (GA De Lorenzi), and the Crucifix (L. Querena). Among the additional allocations must be made for a painting by Owner (Lepsky, 1929), the etchings of the Via Crucis, Cute (1920) and the frescoes of tiepolesco Jacopo Guarana (1760), purchased in 1942 from the demolished church in Piombino Dese (Padova) a worthy replacement of the ceiling collapsed, Canaletto and two canvases day Pomi Alessandro (1948) at the altar of the Sacred Heart, and modern windows of Treviso Dinetto Lino. A similar, painful chronicle of devastation and reconstruction must be reported to Lovadina. The grenades that in May 1918 upset this village near the Piave, it landed lesionarono the bell and the church with the irreparable loss of the ceiling of Noah Bordignon (1892). Although injured and profaned in the same contingencies, to escape the worst ruin Visnadello old church, but in 1921 undergoing expansion work and total transformation. The facade, the first time in the east, on allineò Pontebbana and classic lines ceded to the taste Romanesque, according to the project architect Rupolo, interior decoration, mosaics and stained glass of Treviso Botter, De Thunder and Dinetto. Lost in the war of the blade Starters attributed to Palma il Giovane, it retains the baroque marble statue of St. Anthony of Padua, coming from Gritti, and remains - restored - the graceful steeple of Francis eighteenth Zambon. Few hints on architectures left, from the sixteenth century, the Venetian penetration in the mainland. In the capital Villa Giustinian-Recanati, erected at the end of the sixteenth century, and belonged to Dolfin, from simple lines secentesche well inserted in the vast park (part of which was reactivated today assigned public), where nature and art merge around the chapel, the grotto and artificial lake. Symbol faculty land of Auditors, in a consolidated commenda administered after the termination of his dynasty, by the Military of Malta, the complex is still impressive, despite the stigmata of time and abandonment, constituting one of the most beautiful Spresiano old. Architectural jewel is the adjoining chapel, rebuilt in the first nineteenth century by Antonio Diedo, with the blade of Peter Della Vecchia (1644), representing the Virgin del Carmine whose solemnity calls, every 16 July, the ancient "sagretta" in the near colmello Cesolle. At the seventeenth century was Villa Gritti (later Sartori-courses) Visnadello, three floors and crown a tympanum, once completed two barchesse and the chapel. At the centre of the country, was supported in 1767 by some arcades exedra intended to market weekly Thursday established at the Piavesella with dogale consent, and from John Alexander Gritti; market among the most renowned in the province, still attended. The characteristic buildings (remade today) around which inspired the life of a small town evocative description found in a poem arcadico of Neralbo Melanteo, host of literary area of Gritti. The urban planning and architectural values of the past are especially Lovadina harbinger, the oldest and best preserved of relatively Municipality. And not only in the examples "learned", including the sixteenth-century palace Bove (now Maura), the villa already asylum parish, the enigmatic and lonely barchesse survivors of Ca 'Ballarin, employers complexes (houses Bisello, Girardi, Palazzo Rosso) in capitals and speakers (the remarkable chapel of St. Bartholomew in the Village Sasso), but in a more significant range of rural architecture made of a few things: the stone, rustic walls, the rough plaster; is often added in spontaneous outcome valuable.
Distinguished Citizens
Among the significant citizens, in various capacities, we remember those most fame: pianist Luigi Sartori (1817-1844), known as' the Italian Liszt ', Antonio Radovich (1837-1923), intrepid Garibaldi dei Mille, Emilio Lovarini (1866 -- 1955), distinguished philologist and discoverer of Ruzzante, Monsignor Chimenton Constant (1883-1961), tireless memorialista protagonist and the reconstruction of churches Lungopiave.
Market Spresiano (TV) - Luciano Piazza Rigo-4 ° Sunday-info 0422-881661
Benches about 100