La contraffazione utilizzo del legno vecchio per far sembrare antico un mobile recentemente costruito. Sostituzione di parti mancanti per rendere usufruibile un mobile antico. Matrimonio sostituzione di una intera parte mancante di un mobile formato da due parti. Spettografia molecolare per stabilire la datazione di un mobile. Patina può far capire in che epoca collocare il nostro mobile.

La contraffazzione di un mobile avviene quando per la costruzione del mobile invece di usare legno nuovo si usa legname vecchio o antico spesso ricavato da antiche travi ed altri legni provenienti da demolizioni. Vale lo stesso discorso per quanto riguardano "chiodi" serrature" "chiavi" ed altri materiali. Quando la lavorazione viene eseguita manualmente ad imitare gli artigiani dell'epoca.
Sostituzione di parti parziali quando in un mobile originale gli è stata sostituita una parte la valutazione del mobile mantiene una cospicua quotazione ma non come se fosse interamente originale.
Matrimonio Dicesi matrimonio per definire quei mobili composti da due parti (ad esempio una credenza composta da parte inferiore e parte superiore) ed una delle due parti mancanti viene sostituita con un'altra dello stesso stile. Anche in questo caso il valore del mobile viene sminuito.
Spettografia molecolare La spettografia molecolare funziona nel seguente modo: E' un metodo usato da molti esperti d'arte, collezionisti a livello internazionale per garantirsi con certezza matematica dei loro investimenti d'arte.
Ogni molecola è composta da atomi che vibrano su una frequenza se colpiti da radiazioni.
Inserendo una piccolissima quantità del legno di un albero appena tagliato in uno spettrometro, che registra le vibrazioni degli atomi dei singoli composti, appare una curva sullo schermo di un computer, che assomma le vibrazioni molecolari chimiche.
Col passar degli anni un sottile strato esterno dell'arredo in legno si decompone rapidamente mentre la massa interna del legno, da cui viene preso tramite carotaggio il campione da misurare, degrada a causa di microbi e processi chimici graduali e lenti, poco influenzati dall'ambiente. La decomposizione delle molecole durante i secoli passati trasforma la curva originale che diventa così l'impronta tipica per un legno di una certa età. La datazione assoluta si ottiene confrontando l'impronta in esame con impronte di molti campioni per legno di una certa età. Il confronto dell'impronta in esame viene fatto con impronte di molti campioni di accertata e sicura datazione. La precisione del metodo dipende dal tipo di legno, per i legni comunemente più usati nell'antiquariato questa precisione è oggi di +/- 10 anni; la possibilità di una datazione errata dovuta all'uso di legno vecchio per un'opera recente è molto limitata.
Patina Sapete cos'è la patina di un mobile ? Impariamo a riconoscerla e salvaguardarla per non rischiare di compromettere il valore estetico e commerciale del mobile. Innazituitto è quella colorazione/decolorazione che assume l'oggetto col trascorrere del tempo e con l'usura.
L'aria, la luce sono elementi fondamentali che contribuiscono a dare al legno quell'aspetto "antico" che tanto piace. Il processo naturale d’ossidazione e gli agenti climatici circostanti rendono la patina di un mobile al tatto quasi setata e liscio, con colori più tenui, caldi e morbidi, con quel gioco di chiari e scuri formatesi sui punti nevralgici di usura come i pomelli di un cassetto o i bordi di un piano. La fuliggine, presente nelle case antiche, è un altro fattore che contribuisce ad alterare la superficie del legno, inducendo una colorazione scura.
La patina allora altro non è che quel "vestito" che indossa il mobile e che è espressione del tempo trascorso e della sua vita.
Le caratteristiche principali della patina sono: colore, levigatezza, lucentezza. La loro percezione sul mobile dovrebbe essere immediata.
Ci vogliono decine, centinaia di anni perchè il processo si perfezioni e solo alla fine il mobile assuma il colore, la compattezza e la "naturale" luminosità, percepibili sia a vista che al tatto.
In termini tecnici, si parla di "Saturazione del poro": è proprio il poro del legno che si ostruisce e che trasmette all'occhio quel senso di compatto e di lucido.
Nei mobili antichi infatti, la patina dovrebbe essere mantenuta, senza utilizzare sverniciatore e/o carte vetrate di vario tipo. Infatti, se può essere vero che una sverniciatura leggera non compromette la compattezza del legno, non si può dire lo stesso per quanto riguarda il colore. La sverniciatura rimuove quello che può essere definito "sporchino" ( determinato anche dalla pressione esercitata dalle dita sul mobile e dalla manutenzione ordinaria) che, nei punti giusti, rende il mobile antico così unico.
In altre parole, una pulizia ineceppibile, non rende la percezione dell'antico. Il problema dell'eventuale rimozione della patina mediante sverniciatura si pone in termini "drammatici" nel caso di mobili decorati, in particolare di quelli intarsiati! Uno degli effetti della patina è quello di "offuscare" la superficie.
Mentre nei mobili in massello la patina si addice in tutte le sue manifestazioni, per quanto riguarda quelli intarsiati ci si pone inevitabilmente il problema della leggibilità del decoro.
Pensiamo ai mobili neoclassici: se la superficie è troppo scura, diventa spesso difficile riconoscerne il disegno, apprezzare la finezza dell'intarsio e dei legni colorati e accostati con tanta cura dall'ebanista.
In questo caso, non è pensabile prendere inderogabili posizioni.
Non cerchiamo allora di ripulire a fondo un mobile con una bella patina perché non potrebbe rappresentare bene se stesso, accettiamo magari qualche magagna in più del legno, ma rispettiamo il suo "vestito".
Se vi trovaste di fronte ad un mobile che necessita la ricostruzione di una sua parte mancante, oppure, ricostituire una sorta di patinatura originale, allora bisognerebbe riuscire a creare una superficie che si avvicini il più possibile a quella originale. E qui la cosa si fa difficile!
Bisogna usare innanzitutto prodotti coloranti da applicare al legno nuovo per renderlo simile al vecchio (colori ad olio per esempio) e poi cercare di schiarire quasi fosse un'usura, le parti più soggette ad essere toccate, le parti più accessibili. Insomma, qui si va sul difficile ed i buoni risultati si ottengono solo con l'esperienza e la pazienza.
Per quanto riguarda invece la "compatezza" della superficie, anche su un legno grezzo, si può creare l'effetto setato, comprimendo i pori con l'utilizzo della pietra d'agata o con una carta vetrata finissima, ma soprattutto, anche qui, con infinita pazienza.
Ancora più difficile, è rendere la lucentezza e il colore . In ogni caso, l'utilizzo di gomma lacca o colori più o meno naturali, ne vale poco l'impiego. Si otterrebbe un discreto risultato, ma con tonalità continue e monotone che nulla hanno a che vedere con le patine originali.
La patina antica, non si distribuisce in modo uniforme sulla superficie del mobile, ma nei punti di minor usura, che si rivelano nel gioco di contrasti tra chiari e scuri con le parti "patinate".
Attenzione: non si deve confondere la patina con lo sporco vero e proprio che si può accumulare sul mobile per effetto della conservazione in luoghi non adatti, ed anzi, l'accumolo di sporcizia e polvere può prevenire la corretta formazione della patina. Inoltre, un mobile a lungo esposto agli agenti atmosferici diretti (luce, acqua, aria, neve, ecc...) lo troveremo completamente disidratato, privo cioè di quella patina che solo la cura domestica avrebbe potuto assicurargli.